IL PELLET 100% ABETE (Greenmaxx)

Acquista ora il pellet 100% abete Greenmaxx che brucia lentamente offrendo un’ottima resa calorica e produce poco residuo fisso. VENDITA E CONSEGNA GRATUITA IN TUTTO IL PIEMONTE.

GREENMAXX

Pellet al 100% di puro abete, certificazione tedesca ENPLUS A1, prodotto con tecnologie avanzate, secondo i più alti standard qualitativi, nel rispetto della tracciabilità del prodotto e dei principi di ecologicità del pellet.

Il valore aggiunto del pellet GREENMAXX è dato dai seguenti ineguagliabili parametri:

sacco pellet

Perché scegliere i pellets ecologici

Molto apprezzati dai consumatori e sempre più richiesti sul mercato, i biopellet (come il Greenmaxx) offrono ottime prestazioni funzionali. Grazie alla loro secchezza, essi garantiscono un’accensione rapida e senza fumo, caratterizzata da una fiamma decisa e vivace. Ottimo potere calorifico e scarsa produzione di cenere chiara e fine sono altri requisiti caratterizzanti di questo prodotto.
La Certificazione europea ENplus ed in particolare in categoria A1 per il Greenmaxx è l’unica in grado di offrire le necessarie garanzie ai pellets, lungo l’intera filiera, riguardo alle caratteristiche fisiche, chimiche ed energetiche, dal produttore al consumatore.

Prezzi e consegna a domicilio

VENDITA e CONSEGNA GRATUITA del pellet Greenmaxx, in tutto il PIEMONTE:

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Cosa dicono di noi

COME RICONOSCERE IL MIGLIOR PELLET?

PELLET CERTIFICATO Enplus A1

La certificazione A1 indica un pellet di qualità con un residuo ceneri max dello 0,7%.

La Certificazione A2 indica un pellet di una qualità inferiore (con un residuo ceneri inferiore all’1,2%).

In Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, l’utilizzo è obbligatorio per impianti superiori a 35 Kw.

PELLET CERTIFICATO EN-B

La certificazione EN-B, indica un pellet di scarsa qualità, adatto esclusivamente per utilizzo industriale.

Il marchio non basta, occorre che ci sia il numero identificativo del produttore.

Come riconoscerlo? Il numero è formato dal codice del Paese Produttore (IT per l’Italia) seguito da tre cifre: i numeri da 0 a 299 identificano i produttori, quelli oltre 300 gli importatori o traders.

Sul sito di ENplus si può verificare che il codice corrisponda al produttore o all’importatore effettivo, e,sempre sul sito, date un’occhiata alla “blacklist” o la lista nera dei truffatori…è sempre aggiornata e dà un’ottima idea della serietà di ENplus!!

COME RICONOSCERE IL PELLET CERTIFICATO Enplus

Cosa deve essere riportato sul sacco per essere sicuri sia Enplus?

– la dicitura “pellet di legno”

– il nome e l’indirizzo dell’azienda certificata

– il marchio di qualità dell’azienda

– il diametro (6 mm o 8 mm)

– nota: “conservare in luogo asciutto”

– nota: “utilizzare unicamente in sistemi di combustione idonei e certificati seguendo le istruzioni del costruttore e quanto previsto dalla normativa nazionale”.

– Peso netto (in Kg)

Un fattore determinante ma più difficile da verificare riguarda la quantità di ceneri prodotte dal pellet. Ogni produttore può indicare questo valore sulla confezione ma il consumatore, per andare sul sicuro, può fare affidamento alle certificazioni.

La norma EN14961-2 introduce tre differenti certificati: classi A1,A2 e B

Smaltimento della cenere di legna e pellet

Il corretto smaltimento della cenere prevede il conferimento nella raccolta differenziata.

Quale? Quella dell’organico.

La cenere del focolare deve essere rimossa e smaltita nell’umido (residuo organico) della raccolta differenziata oppure usata come fertilizzante o materia prima per preparare il sapone in casa. Ricordate che la rimozione della cenere non è l’unico lavoro di manutenzione da dedicare alle stufe a pellet.

La canna fumaria va pulita almeno una volta all’anno da personale specializzato mentre fuliggine e addensamenti vari vanno eliminati usando una spazzola asciutta.

Come riciclare la cenere

E’ possibile riutilizzare le ceneri del focolare di stufe a pellet per la produzione di sapone fatto in casa o per fertilizzare campi e orto.

Fertilizzare l’orto con la cenere La cenere è un ottimo fertilizzante per l’orto se la combustione è completa e pulita. La cenere può essere distribuita a pioggia sui campi da coltivare: contiene rame, zinco e manganese. L’azoto della legna va perso con la combustione ma nella cenere resta una buona quantità di fosforo (circa 3,5%) e tenori più elevati di calcio e potassio.

Nel complesso la cenere è un discreto fertilizzante a cessione media: nel primo anno esaurisce circa l’80% della sua potenzialità. La cenere non è priva di controindicazioni: essendo ricca di calcio, non è adatta alla fertilizzazione di piante acidofile. Per le piante acidofile è possibile usare solo la cenere di legno di pino (povera di calcio).

Fertilizzare l’orto con la cenere La cenere è un ottimo fertilizzante per l’orto se la combustione è completa e pulita. La cenere può essere distribuita a pioggia sui campi da coltivare: contiene boro, rame, zinco e manganese. L’azoto della legna va perso con la combustione ma nella cenere resta una buona quantità di fosforo (circa 3,5%) e tenori più elevati di calcio e potassio. Nel complesso la cenere è un discreto fertilizzante a cessione media: nel primo anno esaurisce circa l’80% della sua potenzialità. La cenere non è priva di controindicazioni: essendo ricca di calcio, non è adatta alla fertilizzazione di piante acidofile. Per le piante acidofile è possibile usare solo la cenere di legno di pino (povera di calcio).

Fertilizzare l’orto con la cenere

La cenere è un ottimo fertilizzante per l’orto se la combustione è completa e pulita. La cenere può essere distribuita a pioggia sui campi da coltivare: contiene boro, rame, zinco e manganese. L’azoto della legna va perso con la combustione ma nella cenere resta una buona quantità di fosforo (circa 3,5%) e tenori più elevati di calcio e potassio. Nel complesso la cenere è un discreto fertilizzante a cessione media: nel primo anno esaurisce circa l’80% della sua potenzialità. La cenere non è priva di controindicazioni: essendo ricca di calcio, non è adatta alla fertilizzazione di piante acidofile. Per le piante acidofile è possibile usare solo la cenere di legno di pino (povera di calcio).

ECONOMICITA’

La crisi pesa, influenza i consumi delle famiglie e molti altri aspetti della vita quotidiana. Nella revisione dei bilanci domestici, così, grande attenzione è stata posta alla questione energetica: in poche parole, a come riscaldare la casa. Con metano e gasolio alle stelle, qual’è il modo per risparmiare? Se fotovoltaico e pannelli solari presuppongono un investimento iniziale che non tutti possono permettersi, molti hanno puntato su forme di riscaldamento più economiche. La stufa a pellet è in grado infatti di raggiungere alti rendimenti e bassi consumi con un risparmio energetico medio di circa il 45% rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento.

Chi continua a scaldarsi con una vecchia caldaia a gpl o peggio ancora a gasolio equivale a buttare via i propri soldi (oltre ad inquinare parecchio nel caso del gasolio).

Poco cambia se parliamo di una nuova caldaia a condensazione gpl o gasolio perché l’aumento di rendimento non riesce ad abbattere in modo significativo il costo del Kwh.

Passando al metano, una nuova caldaia a condensazione genera un risparmio di oltre il 40% rispetto ad una vecchia caldaia a gpl, addirittura dimezza la spesa se il confronto è con una vecchia caldaia a gasolio.

Passando al Pellet si configura un ulteriore 25% di risparmio rispetto al metano!

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